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Meno costi, più rendimento: la circolarità come leva di ricavo ed efficienza nel settore delle PMI

La circolarità significa utilizzare materiali e prodotti in modo tale che rimangano nel ciclo – attraverso un uso prolungato, la riparazione, la rigenerazione o il riciclo. Per un paese povero di risorse come la Germania, l’economia circolare è una questione di sicurezza futura. E per le PMI ciò rappresenta, oltre alla necessaria gestione dei rischi, anche un potenziale vantaggio economico. Materiali come l’alluminio diventano più costosi, alcune materie prime chiave come il neodimio per magneti sono soggette a forti incertezze e oscillazioni di prezzo, le catene di fornitura sono caratterizzate da alti rischi. Le aziende che sviluppano fonti affidabili di materie prime secondarie e prodotti circolari riducono i costi di produzione, creano nuove fonti di ricavo e diventano più indipendenti.

Cosa significa concretamente circolarità?

La circolarità comprende quattro principi pragmatici:

  1. Rendere i prodotti utilizzabili più a lungo
    grazie a durabilità, riparazione e upgrade.
  2. Mantenere utilizzabili i flussi di materiali
    impiegando materiali riconoscibili, separabili e riciclabili.
  3. Sviluppare concetti di ritiro e servizi
    come servizi di riparazione, modelli di leasing o “Product-as-a-Service”.
  4. Considerare i prodotti usati e i rifiuti come risorse
    attraverso rivendita, riutilizzo o riciclo di componenti di alta qualità.

In questo modo la circolarità diventa una leva per risparmi e nuovi modelli di business.

Perché è un fattore di successo per le PMI?

  • Riduzione dei costi dei materiali – Se l’economia circolare viene applicata in modo coerente, per una tipica PMI tedesca nella produzione è realistico, a seconda del settore e del modello di business, ottenere una riduzione dei costi di produzione di almeno il 10%. Nei settori ad alta intensità energetica o con elevato uso di materiali il potenziale di risparmio può essere ancora maggiore.

  • Nascita di nuovi modelli di ricavo, ad esempio mercati dell’usato, prodotti ricondizionati e servizi di riparazione

  • Minore dipendenza da prezzi volatili delle materie prime

  • Vantaggi competitivi nelle gare e presso i grandi clienti, fino alla garanzia di accesso al mercato in settori altamente regolamentati

  • Minori costi di smaltimento, soprattutto includendo anche i costi di processo per la gestione e il valore aggiunto sprecato

  • Migliori rating ESG e quindi condizioni di credito più favorevoli presso le banche

La circolarità è dunque la strategia di sostenibilità più economica, perché riduce gli sprechi.

Le leve principali – con esempi dal settore delle PMI

Esempio 1: Commercio – i resi come fonte di valore invece che come fattore di costo

Un rivenditore di articoli per la casa (PMI, 80 dipendenti) affrontava costi crescenti per i resi. Molti prodotti restituiti venivano finora smaltiti.
L’azienda ha istituito una piccola unità di ricondizionamento:

  • I dipendenti puliscono, controllano, riparano e imballano i resi

  • Processi chiari e standard di qualità

  • Un’area dedicata nel magazzino

Risultati dopo 12 mesi:

  • Il 70% dei resi viene venduto come prodotto ricondizionato

  • Quantità di rifiuti: –40%

  • Ricavi aggiuntivi annuali nell’ordine di sei cifre

  • Minori costi di smaltimento

Da una voce di costo è nato un modello di business redditizio.

Esempio 2: Impresa edile – riutilizzo invece di smaltimento

Un’impresa edile introduce sistematicamente “passaporti dei materiali” nei progetti di ristrutturazione.
Si documenta quali componenti e materiali, durante la demolizione, possono essere riutilizzati o rivenduti.

Sono riutilizzabili, tra gli altri:

  • Porte e finestre

  • Travi metalliche

  • Canaline per cavi

  • Sanitari in ceramica

  • Alcuni materiali isolanti

Risultati:

  • 15–20% di riduzione dei costi dei materiali

  • Minori costi di smaltimento

  • Vendita di componenti riutilizzabili come ulteriore fonte di ricavo

  • Percezione come partner edilizio innovativo e sostenibile – nuovi incarichi

Esempio 3: Costruttore di macchine – pezzi di ricambio in abbonamento

Un costruttore di macchinari ha analizzato riparazioni ricorrenti dei suoi prodotti e ha sviluppato una nuova offerta di servizio:

  • Parti di ricambio e componenti soggetti a usura vengono forniti in abbonamento

  • Le parti usate vengono ritirate e rigenerate (remanufacturing)

  • I clienti riducono i tempi di fermo, l’azienda riduce l’impiego di materiali

Vantaggi:

  • Ricavi pianificabili e ricorrenti

  • Costi di produzione inferiori grazie alla rigenerazione

  • Maggiore fidelizzazione del cliente

Conclusione

La circolarità significa resilienza economica e competitività. Anche le PMI non dovrebbero rimandare il tema, poiché i prezzi di energia e materie prime sono volatili e in aumento, e la pressione normativa e dei clienti cresce. L’economia circolare riduce i costi di materiali, energia e smaltimento. Garantisce l’accesso ai mercati e apre addirittura nuovi modelli di business. È consigliabile identificare primi quick wins e raccogliere esperienze – solo dopo affrontare la trasformazione di lungo periodo con una strategia ben pensata.

Articolo di approfondimento

Articolo di base: ESG come fattore di successo

Autore

Ivo Mersiowsky

Ivo Mersiowsky

Il dott. Ing. Ivo Mersiowsky è consulente e coach per la sostenibilità nella gestione dei prodotti e nella governance aziendale. Ingegnere ambientale con specializzazione nel coaching dell’innovazione, è attivo nel settore della gestione della sostenibilità da oltre 25 anni, con esperienze nell’industria chimica, in una società di controllo e in diverse società di consulenza internazionali.

Domande? Volentieri via e-mail (i.mersiowsky@terra-institute.eu)

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